Chi sono

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Bergamo, Italy
Mi chiamo Laura Ceresoli e sono una giornalista professionista con una grande passione per la cucina, la musica e la scrittura. Mi sono laureata nel 2002 all'Università di Bergamo alla facoltà di Lingue e letterature straniere con indirizzo in Scienze dell'editoria. Ho iniziato l'attività giornalistica nel 2002 al Nuovo giornale di Bergamo. Dal 2006 al 2010 sono stata redattrice per i quotidiani E polis per le redazioni di Bergamo e Brescia. Ho scritto per varie riviste di settore tra cui “Bergamo Economica”, trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. Nel 2012 ho aperto un ristorante a Nizza. Ho collaborato con L’Eco di Bergamo, con l'edizione bergamasca del “Corriere della Sera”, con il settimanale nazionale “VISTO” e con il settimanale “Bergamo Post”. Ho scritto svariati articoli anche per La confederazione, house organ della Siad (Società Italiana Acetilene e Derivati). Scrivo articoli a sfondo culinario per il bimestrale "Affari di Gola" e per la rivista economica on line www.larassegna.it.

domenica 17 settembre 2017

Litigi tra bambini: è giusto che i genitori intervengano?

Sapete perché i bambini litigano e il giorno dopo giocano ancora insieme? Perché la loro felicità è più importante dell’orgoglio. Gli adulti avrebbero parecchio da imparare dai più piccini. E invece sempre più spesso si atteggiano a paladini della giustizia e scendono in campo con fare battagliero al minimo screzio per difendere a spada tratta i propri figli. Basta una battutaccia fuori posto, uno spintone o uno scherzo mal riuscito per far andare su tutte le furie le mamme chiocce. E così, quel piccolo litigio tra amichetti che si poteva risolvere nel giro di qualche ora spesso si trasforma in una faida che coinvolge grandi e piccini. Ho visto madri togliersi il saluto proprio per aver preso le parti  dei rispettivi figli. Certo, sedare gli animi quando al parco vediamo nostra figlia soccombere davanti agli insulti di quella che fino a due minuti prima era la sua migliore amica è un boccone amaro difficile da digerire.
Ma è giusto intervenire? Secondo gli esperti quando scoppia una lite è bene lasciare che se la cavino da soli.  Obbligare i bambini a calmarsi e a fare pace non è possibile. Pronunciare frasi fatte come: “Ma dai, non fare così, devi essere amico di tutti!" è un’affermazione che  secondo la psicoterapeuta Paola Scalari non ha alcun senso poiché i bambini hanno bisogno di scaricare la tensione manifestando le loro antipatie. Non solo gli adulti ma anche i piccoli hanno le loro preferenze in fatto di amicizie che a questa età durano anche un solo giorno: “E' normale che ogni bimbo abbia le sue preferenze – afferma la psicologa Scalari – e le cambi anche abbastanza velocemente (“oggi l'amico del cuore è Marco, domani invece gioca solo con Tommaso). La sana aggressività è una tappa della crescita e il narcisismo che, a volte, porta a situazioni di scontro è normale parte strutturale del bimbo. L'adulto, invece, spesso, legge questi momenti di scontro tra coetanei colorando quel litigio con la sua tavolozza emotiva. Questo è un fraintendimento perché non bisogna confondere una situazione propria dell'infanzia con il desiderio segreto di 'cancellare' il collega di ufficio”.
In altre parole, il genitore non deve valutare le liti tra bimbi trasferendo i sentimenti negativi che prova lui come adulto quando litiga con qualcuno. Prendersela e contattare i genitori dell’altro bambino, nel voler difendere il proprio, insomma, avrà solo come effetto finale una diatriba tra adulti con esiti ben peggiori. Secondo il celebre pedagogista Daniele Novara “L’errore più comune è quello di supporre che tra bambini ci possa essere una dimensione di giustizia simile a quella dei grandi”: “Il pensiero infantile – spiega Novara – è un pensiero magico e concretistico, che non è assolutamente in grado di andare oltre una giustizia basata sulla mimesi, sul volere quello che hanno gli altri. La cosa più grave è colpevolizzare i bambini per queste loro componenti cognitive, perché non sono in grado di condividere i giocattoli con gli altri. Almeno fino ai 7/8 anni è normalissimo che il bambino non sia in grado di condividere con i coetanei o di essere gentile verso il fratellino più piccolo che gli toglie l’attenzione della mamma; è quindi devastante ritrovarsi colpevolizzati perché si è bambini, perché i propri pensieri sono limitati, perché le proprie emozioni sono limitate. È anche un po’ traumatico, perché il bambino si fida ciecamente degli adulti e pensa siano suoi alleati in grado di capire il suo stato evolutivo. Gli adulti devono evitare quindi di accanirsi e imporre ai bambini di chiedere scusa, di andare in un angolo a pentirsi, di riflettere, perché sono tutte operazioni mortificanti che non hanno nessun senso”.
E voi cosa ne pensate?
(Laura Ceresoli)

mercoledì 6 settembre 2017

Marmellata di prugne... secche? Buonissima!

Chi l'ha detto che le prugne secche sono un cibo triste e poco saporito? Ecco la mia video ricetta per trasformare queste susine in una gustosa marmellata per la vostra colazione...

video

lunedì 28 agosto 2017

Focaccine home made con gli aromi del mio orto

Non c’è niente di più avvolgente e stuzzicante dell’aroma del pane appena sfornato. L’altra sera casa mia era inebriata proprio da questo goloso profumo. Merito delle mie focaccine home made. Per realizzarle ho seguito una ricetta semplice con ingredienti naturali e aromi del mio orto. Ecco la ricetta:
Per l’impasto:
- 80 gr di farina bianca con semi di lino e girasole
- un cucchiaio di sale
- un cucchiaino di zucchero
- Mezza bustina di fecola di patate (quella che utilizzate per preparare il puré)
- Tre cucchiai di olio extravergine
- Una bustina di lievito madre integrale
- Acqua q.b. (circa 150 ml)

Due storiche trattorie da premio

di Laura Ceresoli
(Tratto dal n. di luglio 2017 di Affari di gola)

Ci sono delle piccole oasi incontaminate dove il tempo sembra essersi cristallizzato a mezzo secolo fa. Si tratta di ristorantini immersi nella natura dove le antiche ricette della tradizione orobica vengono tramandate di mamma in figlia. Sulle tavole di questi locali a conduzione familiare regna la genuinità di vini, carni e formaggi a kilometro zero provenienti dalle aziende agricole adiacenti. In Bergamasca esistono ancora posti come questi. È il caso della “Trattoria Bolognini” di Mapello e della “Piccola Trattoria da Tite” di Valsecca che, non a caso, lo scorso giugno si cono aggiudicate il riconoscimento di “Storica Attività” dalla Regione Lombardia. Il premio viene assegnato a chi può vantare almeno 50 anni di storia, anche non continuativa, mantenendo inalterati i propri prodotti, l’insegna e possibilmente la gestione e la sede fisica. Così ora questi due ristoranti orobici sono entrati a far parte di diritto del Registro regionale dei luoghi storici del commercio, istituito per la tutela e la valorizzazione delle tipicità locali, delle caratteristiche merceologiche, della presenza commerciale all’interno dei centri urbani, della tradizione e del contesto in cui si sono sviluppate. Una grande soddisfazione per due realtà autoctone che in fatto di tradizione gastronomica la sanno davvero lunga. Ad accomunarle è una grande coesione familiare, un forte rispetto per le proprie radici e un menu ricco di specialità rigorosamente fatte in casa con prodotti di stagione. Il tutto strizzando l’occhio all’innovazione per tenersi sempre e comunque al passo coi tempi.

lunedì 24 luglio 2017

La torta alle mele di Cappuccetto Rosso

"C'era una volta una bella bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso perché indossava sempre un cappotto di colore rosso. Un giorno Cappuccetto rosso aveva chiesto alla mamma di preparare una torta alle mele da portare alla nonna malata...". Inizia così la storia che ogni sera racconto alla mia bimba per farla piombare nel mondo dei sogni. La celebre fiaba di Charles Perrault ha ispirato anche la ricetta che io e la mia bimba abbiamo deciso di preparare insieme. Vi assicuro che è semplicissima e davvero golosa. Per la base di questo dolce abbiamo preso spunto dal quatre quarts bretone i cui ingredienti hanno le stesse dosi. Ovvero:

giovedì 4 maggio 2017

Al mercato a caccia di bontà

di Laura Ceresoli
(Tratto dal n. di marzo 2017 di Affari di gola)

Girare fra i numerosi banchetti stipati di golosità, confrontare i prezzi, acquistare i cibi più appetibili da mettere in tavola. Fare la spesa al mercato non è solo un piacere ma un lavoro certosino. Bisogna infatti aguzzare la vista per selezionare i prodotti migliori. In Bergamasca durante tutta la settimana ci sono diversi appuntamenti ambulanti che offrono  svariate occasioni per cucinare un ottimo pranzetto spendendo poco. Il più grande è quello del lunedì alla Malpensata con ben 252 posteggi per le bancarelle. Di queste il 30 per cento è gestito da stranieri. C’è poi il mercato dello stadio, il secondo in ordine di grandezza: con i suoi 52 stand di cui 20 alimentari, ha saputo mantenere negli anni la sua impronta orobica con una percentuale di commercianti autoctoni che si aggira attorno al 95 per cento.

mercoledì 3 maggio 2017

Facciamo la scarpetta: i consigli della Macelleria Bruno Magri di Chiuduno

L'espressione tutta italiana e non traducibile in altre lingue, riporta alla golosa abitudine di raccogliere il sugo rimasto nel piatto con un pezzo di pane. Ma il galateo mette i bastoni tra le ruote. Anche se molti non rinunciano a una "puciatina" (usando un termine orobico) per prolungare il piacere della pietanza appena mangiata. Gli spaghetti al ragù sono così sugosi, la salsa dell'arrosto rimasta nel piatto talmente invitante, che spesso è impossibile resistere: bisogna fare la scarpetta. Com'è pittoresca l'espressione tutta italiana per dire "raccogliere il sugo rimasto nel piatto passandovi un pezzetto di pane infilzato nella forchetta, o più comunemente tenuto tra le dita" (secondo la definizione del Dizionario Treccani) e che il Grande Dizionario della Lingua Italiana riporta attestata per la prima volta nell'italiano scritto solo nel 1987.

venerdì 24 febbraio 2017

Caffè o cappuccino? Il rito delle colazioni nei bar di Bergamo

Di Laura Ceresoli
(Tratto dal numero di settembre di Affari di gola)
Ci sono giovani che fin dalle prime ore del mattino amano deliziarsi con frappuccini o caffè lunghi, magari accompagnati da muffin e pancakes, in perfetto stile americano. I più salutisti invece preferiscono sostituire caffeina e cibi troppo calorici con spremute d’arancia, centrifughe, succhi di frutta biologici o infusi alle erbe. Alla fine però, vuoto o ripieno, il classico cornetto accompagnato da un cappuccio resta un connubio intramontabile per la maggior parte dei bergamaschi. Già, perché se è vero che le nuove tendenze hanno trasformato la colazione in un irrinunciabile appuntamento goloso ricco di estrose ghiottonerie, la tradizione prende sempre il sopravvento sulle mode. Così, chi entra nel suo bar di fiducia tra le 6 e le 10 del mattino ha già le idee chiare. Circa il 70% dei clienti ordina ancora una bevanda calda con un dolce, quasi sempre una brioche, con una spesa media che oscilla intorno ai 2,30 euro. A cambiare sono più che altro gli ingredienti.

giovedì 23 febbraio 2017

"A Medjugorje Dio ha Parlato al Mio Cuore"

Tratto da Affari di gola

di Laura Ceresoli

A Medjugorje, in una zona tranquilla immersa nel verde, c’è da qualche mese un hotel in cui si parla bergamasco. Si chiama Stella Maris e a gestirlo c’è un seriano che in fatto di ristorazione la sa lunga. Classe 1956, Venanzio Poloni è albergatore da oltre 30 anni ed è titolare dell’albergo Centrale di Fino del Monte. Negli ultimi 20 anni ha accompagnato tantissimi pullman di pellegrini come capogruppo in vari santuari mariani. Di qui l’idea di lasciare la Valle Seriana per la Bosnia Erzegovina, per stare più vicino alla Madonna e trasmettere agli altri, anche attraverso il lavoro di ristoratore, la sua testimonianza cristiana. È alla guida dell’hotel Stella Maris a Medjugorje dallo scorso primo aprile e sta già riscuotendo parecchi consensi tra i clienti, non solo per la qualità delle camere ma anche per l’ottimo servizio di ristorazione.

sabato 10 dicembre 2016

Biscotti natalizi



Per la frolla:
- Burro (150 gr)
- zucchero (120 grammi)
- 1 uovo e 1 tuorli
 - farina (270 grammi)
- 30 grammi di cacao
- Nutella q.b.

Procedimento:
Impastate la farina con il burro, lo zucchero, il cacao, l'uovo e i tuorli fino a formare una palla di pasta. Mettela a riposare in frigo per un'ora. A questo punto stendete la pasta e adagiatela nelle formine di silicone che preferite. Io ho scelto i caratteristici Gingerbread Man. Riempite il primo strato di pasta con la Nutella e poi chiudete il biscotto con un secondo strato di pasta frolla. Fate cuocere in forno per mezz'ora a 180 gradi.

mercoledì 9 novembre 2016

Addio a Umberto Veronesi. Un giorno mi parlò di eutanasia...

di Laura Ceresoli
(tratto dal settimanale Visto di agosto 2014)
La mia esperienza diretta e quotidiana mi ha fatto capire che si può arrivare a un momento in cui il solo desiderio è anticipare la fine del dolore. Per questo l’eutanasia va intesa secondo me come forma estrema di trattamento palliativo, cioè teso a  lenire e dare sollievo a chi soffre senza speranza”. Queste parole amare, ma intense, arrivano da Umberto Veronesi, un uomo che ha fatto della lotta al dolore e alla violenza una missione di vita. Fondatore dell’Istituto europeo di oncologia di Milano, ha visto in prima persona, attraverso gli occhi vuoti e tristi dei suoi pazienti, la fatica di percorrere quel lungo, straziante cammino, che conduce fino all’aldilà.

lunedì 26 settembre 2016

Un ristorante a Ibiza, la nuova vita della cantante Yu Yu

di Laura Ceresoli
La rinascita di Yu Yu è partita dal cibo. Sì, proprio quello stesso cibo dal quale parecchi anni fa si era fatta divorare cadendo nel vortice dell’anoressia e che oggi, invece, dà linfa vitale alla sua esistenza. A Santa Eulalia del Rìo, sull’isola di Ibiza, c’è infatti un delizioso localino che offre appetitose bontà mediterranee. Si chiama Margherita, proprio come la più famosa delle pizze italiane, e a gestirlo ci sono la cantante franco-bergamasca Giuditta Guizzetti, resa celebre dall’orecchiabile motivetto “Mon petit garçon”, e il marito Piermario Martucci. Lui ai fornelli, lei in sala, in questo locale di calle San Vincente servono piatti italiani apprezzatissimi, dai taglieri di prosciutti e formaggi al girello di vitello alle due salse tonnate, dalle tagliatelle di zafferano e gamberoni agli gnocchi di cacao e patate con crema di zucchine e vongole. Richiestissime anche le insalatone, le pizze e le focacce farcite con ingredienti di qualità. Sfiziosi anche gli appetizer ispirati alla tradizione italiana: polpette di salsiccia con cuore di fontina (Aosta), pane fritto con pomodoro fresco e parmigiano (Napoli), baccalà con salsa della casa (Roma), focaccia con la crescenza (Recco), salumi e formaggi con gnocco fritto (Emilia Romagna).

martedì 20 settembre 2016

Intervista a Clemente Russo, dal Ring al Grande fratello Vip

Di Laura Ceresoli
“So di piacere alle donne ma ho avuto poche storie nella mia vita e un unico grande amore che dura ancora oggi: quello per mia moglie Laura”. Pugile, conduttore televisivo, sex symbol. Ma anche marito e padre di famiglia. Insomma, Clemente Russo è proprio l’uomo ideale. Eppure questo 34enne, oggi così amato dal pubblico femminile per il suo fisico prestante, un tempo era un ragazzino cicciottello che trascorreva le sue giornate davanti ai bar di Marcianise inseguendo una palla o scorrazzando senza meta insieme agli amichetti. A cambiargli la vita è stato l’incontro con i guantoni da boxe.