Chi sono

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Bergamo, Italy
Mi chiamo Laura Ceresoli e sono una giornalista professionista con una grande passione per la cucina, la musica e la scrittura. Mi sono laureata nel 2002 all'Università di Bergamo alla facoltà di Lingue e letterature straniere con indirizzo in Scienze dell'editoria. Ho iniziato l'attività giornalistica nel 2002 al Nuovo giornale di Bergamo. Dal 2006 al 2010 sono stata redattrice per i quotidiani E polis per le redazioni di Bergamo e Brescia. Ho scritto per varie riviste di settore tra cui “Bergamo Economica”, trimestrale della Camera di Commercio di Bergamo. Nel 2012 ho aperto un ristorante a Nizza. Ho collaborato con L’Eco di Bergamo, con l'edizione bergamasca del “Corriere della Sera”, con il settimanale nazionale “VISTO” e con il settimanale “Bergamo Post”. Ho scritto svariati articoli anche per La confederazione, house organ della Siad (Società Italiana Acetilene e Derivati). Scrivo articoli a sfondo culinario per il bimestrale "Affari di Gola" e per la rivista economica on line www.larassegna.it.

venerdì 8 dicembre 2017

Olaf ripieno di Nutella

Questa semplice ricetta per preparare i biscotti natalizi farciti saprà rendere felici i vostri golosi bambini. Per realizzarli ho utilizzato i cookie stamps che si trovano in regalo in questi giorni nella Nutella. Provare per credere...

Ingredienti:
- 125 gr di farina
- 100 gr di burro
- 1 tuorlo
- 75 gr di zucchero
- 1 pizzico di sale
- un cc di bicarbonato

Procedimento:
Impastate tutti gli ingredienti fino a formare una palla di pasta frolla. Stendete la pasta e, con l'aiuto di un bicchiere formate, dei dischi dello spessore di 3 mm.


Decorate con i cookie stamps a forma di pupazzo di neve.


Infornate a 180 gradi per una decina di minuti. 


Quando si saranno raffreddati, spalmate la Nutella sui biscotti e unite due metà. 



venerdì 24 novembre 2017

Il Thanksgiving Day, i Peanuts e il Pumpkin pie

Oggi, quarto giovedì di novembre, negli Stati Uniti si celebra il Thanksgiving Day. Tacchino ripieno, puré, salsa di mirtilli e pumpking pie sono soltanto alcune delle leccornie che gli americani sono soliti preparare per il pranzo del Ringraziamento. L’origine di questa festa risale al 1621 ed è stata istituita in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto. Mi sono appassionata a questa ricorrenza grazie a mia figlia Margot che, di recente, si è innamorata delle avventure del mitico Charlie Brown. E così, in queste sere, non facciamo che guardare e riguardare il Dvd in cui i Peanuts festeggiano il Ringraziamento. Non si tratta certo di un'usanza nota in Italia ma ormai, come ben sapete, sono moltissime le tradizioni che, gradualmente, stiamo importando dall'estero, ultima fra tutte Halloween. Per calarmi degnamente nell'atmosfera di questo Thanksgiving Day, che ogni anno cade il quarto giovedì di novembre, ho deciso di proporvi uno dei dessert americani più tipici per questa ricorrenza. Si tratta del Pumpkin Pie, ovvero una torta a base di zucca. La fama di questo dolce per la festa del Ringraziamento ha portato John Greenleaf Whittier a dedicargli perfino una poesia nel 1850 intitolata “The Pumpkin”.
Ingredienti:

- Un rotolo di pasta brisé
- 500 grammi di zucca
- 150 grammi di zucchero
- 250 ml di panna per dolci
- un pizzico di zenzero
- mezzo cucchiaino di estratto alla vaniglia
- una decina di amaretti
- 2 uova

sabato 18 novembre 2017

Nel nuovo programma di Alessandro Borghese ci sono anche i casoncelli di Walter

di Laura Ceresoli
(Tratto da La Rassegna)
“I programmi di cucina? Non li ho mai guardati”, scherza Walter Brambilla. Eppure per ironia della sorte lo chef della trattoria “Come una volta” di Desenzano di Albino è stato arruolato da Alessandro Borghese per la sua nuova trasmissione “Cuochi d’Italia” in onda da lunedì a venerdì alle 18.30 su canale 8. Una missione ambiziosa per questo eclettico 64enne che fino a poche settimane fa era abituato a sfornare, insieme alla compagna Susi Assolari, trippe fumanti e golosi gnocchi per una nicchia di affezionati clienti nel suo piccolo locale di via Roma, ai piedi della Valle Seriana. Milanese di origine ma ormai residente in terra orobica da 30 anni, nella puntata di venerdì 17 novembre Brambilla ha difeso la tipicità, non solo bergamasca, ma addirittura lombarda. Attraverso la sua abilità culinaria ha sfidato a colpi di mestolo e pentoloni lo chef rappresentante della Sicilia, Giuseppe Bonsignore dell’osteria “L’oste e il Sacrestano” di Licata (Agrigento). E ha vinto il duello. Così il 27 novembre Walter e gli altri trionfatori del primo turno torneranno in tv per un nuovo agguerrito confronto. Tutti incollati allo schermo, quindi, per scoprire se Brambilla riuscirà ad arrivare indenne sino alla fine e conquistare così il titolo di Cuoco d’Italia.

sabato 4 novembre 2017

La trippa orobica che piace anche a Gordon Ramsay

Gordon Ramsay
di Laura Ceresoli
(tratto da Affari di gola)

È una delle zuppe più tipiche e succulente della tradizione orobica. In brodo, in umido, con una spolverata di parmigiano o accompagnata da una fetta di polenta, la trippa è un gustoso misto di frattaglie, verdure e spezie che di recente sta tornando in voga sulle tavole di molti ristoranti. Piatto unico per eccellenza fin dai primi del Novecento, questa pietanza nel corso degli anni ha vissuto alterne fortune. Già, perché l’idea di mettere sotto i denti le viscere di un bovino di certo non piace a tutti. Se da un lato le vecchie generazioni non hanno mai smesso di apprezzarla, dall’altro c’è anche una folta schiera di giovani pronti a storcere il naso appena ne sentono pronunciare il nome. 

mercoledì 1 novembre 2017

Sulla tavola a San Martino ieri e oggi maiale, manzo, oca e vino

Sulla tavola a San Martino
ieri e oggi
maiale, manzo, oca e vino
Così come i Celti festeggiavano il “Samuin” banchettando, il giorno di San Martino trascorreva anche nell’ingorda letizia delle tavole colme di ogni ben di Dio. Perciò, tuttora, la figura del Santo è sinonimo di abbondanza: “Ce sta lu sante Martino”, dicono ad esempio in Abruzzo quando in una casa non mancano le provviste. Sulla tavola per questa ricorrenza non deve mancare il vino, il novello in particolare, che viene stappato dappertutto proprio in questi giorni. Il vino nuovo ha un sapore che cambia di anno in anno, ma consente comunque di gustare al meglio le ricette dei piatti di carne di manzo, maiale, agnello, oca. La carne è infatti il must di questa festività: preferibilmente preparata arrosto. In alternativa all’arrosto, tipico della stagione è il maiale lesso, molto presente nelle sagre d’autunno, che può essere cucinato nelle sue differenti parti, dalla polpa alla pancetta. Qualcuno, nel menù di carne di San Martino ci aggiunge anche della salsiccia da cucinare arrosto. Infine, non si può prescindere dalle castagne, da preparare in casa con la padella bucata, ma anche come ripieno interno alle carni e ai dolci, o semplicemente sbucciate e avvolte nel cioccolato fuso.
Con il vino gli abitanti delle terre che una volta era la “Gallia Cisalpina” e che oggi alcuni chiamano Padania, consigliano di mangiare le castagne e l’oca: “Per San Martino castagne, oca e vino!”. Un’usanza, quella di mangiare l’oca, da rispettare per avere fortuna, come ci ricordano i Veneti: “Chi no magna l’oca a San Martin nol fa el beco de un quatrin!”.
Ma perché l’oca viene mangiata per la Festa di San Martino? 

giovedì 19 ottobre 2017

Autunno, stagione di funghi... da provare con il pollo!

Ecco un breve articolo della vicepresidente di Slow food internazionale come spunto di riflessione. A seguire una ricetta da eseguire con prodotti naturali di stagione.

«Quando mangiamo un hamburger proveniente da un fast food, interiorizziamo con esso anche i valori che porta con sé: impariamo che l’origine degli alimenti non ha importanza, che devono essere standardizzati e sempre uguali. E ancor più grave si digerisce l’idea che debba costare poco. E allora sì, possiamo considerare il cibo industriale e il fast food come un affronto alla democrazia». Questa la denuncia fatta da Alice Waters, vice presidente di Slow Food Internazionale e fondatrice del ristorante Chez Panisse, durante la sua Masterclass a Terra Madre Giovani – We Feed The Planet.

domenica 17 settembre 2017

Litigi tra bambini: è giusto che i genitori intervengano?

Sapete perché i bambini litigano e il giorno dopo giocano ancora insieme? Perché la loro felicità è più importante dell’orgoglio. Gli adulti avrebbero parecchio da imparare dai più piccini. E invece sempre più spesso si atteggiano a paladini della giustizia e scendono in campo con fare battagliero al minimo screzio per difendere a spada tratta i propri figli. Basta una battutaccia fuori posto, uno spintone o uno scherzo mal riuscito per far andare su tutte le furie le mamme chiocce. E così, quel piccolo litigio tra amichetti che si poteva risolvere nel giro di qualche ora spesso si trasforma in una faida che coinvolge grandi e piccini. Ho visto madri togliersi il saluto proprio per aver preso le parti  dei rispettivi figli. Certo, sedare gli animi quando al parco vediamo nostra figlia soccombere davanti agli insulti di quella che fino a due minuti prima era la sua migliore amica è un boccone amaro difficile da digerire.

mercoledì 6 settembre 2017

Marmellata di prugne... secche? Buonissima!

Chi l'ha detto che le prugne secche sono un cibo triste e poco saporito? Ecco la mia video ricetta per trasformare queste susine in una gustosa marmellata per la vostra colazione...


lunedì 28 agosto 2017

Focaccine home made con gli aromi del mio orto

Non c’è niente di più avvolgente e stuzzicante dell’aroma del pane appena sfornato. L’altra sera casa mia era inebriata proprio da questo goloso profumo. Merito delle mie focaccine home made. Per realizzarle ho seguito una ricetta semplice con ingredienti naturali e aromi del mio orto. Ecco la ricetta:
Per l’impasto:
- 80 gr di farina bianca con semi di lino e girasole
- un cucchiaio di sale
- un cucchiaino di zucchero
- Mezza bustina di fecola di patate (quella che utilizzate per preparare il puré)
- Tre cucchiai di olio extravergine
- Una bustina di lievito madre integrale
- Acqua q.b. (circa 150 ml)

Due storiche trattorie da premio

di Laura Ceresoli
(Tratto dal n. di luglio 2017 di Affari di gola)

Ci sono delle piccole oasi incontaminate dove il tempo sembra essersi cristallizzato a mezzo secolo fa. Si tratta di ristorantini immersi nella natura dove le antiche ricette della tradizione orobica vengono tramandate di mamma in figlia. Sulle tavole di questi locali a conduzione familiare regna la genuinità di vini, carni e formaggi a kilometro zero provenienti dalle aziende agricole adiacenti. In Bergamasca esistono ancora posti come questi. È il caso della “Trattoria Bolognini” di Mapello e della “Piccola Trattoria da Tite” di Valsecca che, non a caso, lo scorso giugno si cono aggiudicate il riconoscimento di “Storica Attività” dalla Regione Lombardia. Il premio viene assegnato a chi può vantare almeno 50 anni di storia, anche non continuativa, mantenendo inalterati i propri prodotti, l’insegna e possibilmente la gestione e la sede fisica. Così ora questi due ristoranti orobici sono entrati a far parte di diritto del Registro regionale dei luoghi storici del commercio, istituito per la tutela e la valorizzazione delle tipicità locali, delle caratteristiche merceologiche, della presenza commerciale all’interno dei centri urbani, della tradizione e del contesto in cui si sono sviluppate. Una grande soddisfazione per due realtà autoctone che in fatto di tradizione gastronomica la sanno davvero lunga. Ad accomunarle è una grande coesione familiare, un forte rispetto per le proprie radici e un menu ricco di specialità rigorosamente fatte in casa con prodotti di stagione. Il tutto strizzando l’occhio all’innovazione per tenersi sempre e comunque al passo coi tempi.

lunedì 24 luglio 2017

La torta alle mele di Cappuccetto Rosso

"C'era una volta una bella bambina che si chiamava Cappuccetto Rosso perché indossava sempre un cappotto di colore rosso. Un giorno Cappuccetto rosso aveva chiesto alla mamma di preparare una torta alle mele da portare alla nonna malata...". Inizia così la storia che ogni sera racconto alla mia bimba per farla piombare nel mondo dei sogni. La celebre fiaba di Charles Perrault ha ispirato anche la ricetta che io e la mia bimba abbiamo deciso di preparare insieme. Vi assicuro che è semplicissima e davvero golosa. Per la base di questo dolce abbiamo preso spunto dal quatre quarts bretone i cui ingredienti hanno le stesse dosi. Ovvero:

giovedì 4 maggio 2017

Al mercato a caccia di bontà

di Laura Ceresoli
(Tratto dal n. di marzo 2017 di Affari di gola)

Girare fra i numerosi banchetti stipati di golosità, confrontare i prezzi, acquistare i cibi più appetibili da mettere in tavola. Fare la spesa al mercato non è solo un piacere ma un lavoro certosino. Bisogna infatti aguzzare la vista per selezionare i prodotti migliori. In Bergamasca durante tutta la settimana ci sono diversi appuntamenti ambulanti che offrono  svariate occasioni per cucinare un ottimo pranzetto spendendo poco. Il più grande è quello del lunedì alla Malpensata con ben 252 posteggi per le bancarelle. Di queste il 30 per cento è gestito da stranieri. C’è poi il mercato dello stadio, il secondo in ordine di grandezza: con i suoi 52 stand di cui 20 alimentari, ha saputo mantenere negli anni la sua impronta orobica con una percentuale di commercianti autoctoni che si aggira attorno al 95 per cento.

mercoledì 3 maggio 2017

Facciamo la scarpetta: i consigli della Macelleria Bruno Magri di Chiuduno

L'espressione tutta italiana e non traducibile in altre lingue, riporta alla golosa abitudine di raccogliere il sugo rimasto nel piatto con un pezzo di pane. Ma il galateo mette i bastoni tra le ruote. Anche se molti non rinunciano a una "puciatina" (usando un termine orobico) per prolungare il piacere della pietanza appena mangiata. Gli spaghetti al ragù sono così sugosi, la salsa dell'arrosto rimasta nel piatto talmente invitante, che spesso è impossibile resistere: bisogna fare la scarpetta. Com'è pittoresca l'espressione tutta italiana per dire "raccogliere il sugo rimasto nel piatto passandovi un pezzetto di pane infilzato nella forchetta, o più comunemente tenuto tra le dita" (secondo la definizione del Dizionario Treccani) e che il Grande Dizionario della Lingua Italiana riporta attestata per la prima volta nell'italiano scritto solo nel 1987.