Intervista a Clemente Russo, dal Ring al Grande fratello Vip

Di Laura Ceresoli
“So di piacere alle donne ma ho avuto poche storie nella mia vita e un unico grande amore che dura ancora oggi: quello per mia moglie Laura”. Pugile, conduttore televisivo, sex symbol. Ma anche marito e padre di famiglia. Insomma, Clemente Russo è proprio l’uomo ideale. Eppure questo 34enne, oggi così amato dal pubblico femminile per il suo fisico prestante, un tempo era un ragazzino cicciottello che trascorreva le sue giornate davanti ai bar di Marcianise inseguendo una palla o scorrazzando senza meta insieme agli amichetti. A cambiargli la vita è stato l’incontro con i guantoni da boxe. Grazie a questo sport, l’atleta ha trovato un’oasi felice capace di tenerlo lontano dalla criminalità che nei primi anni Novanta, in quel paesino del sud, era all’ordine del giorno. In più ha iniziato a perdere peso e, con i suoi muscoli, ha fatto capitolare ai suoi piedi decine di compagne di scuola. Sono passati più di vent’anni da allora e oggi "the white hope", così come lo aveva soprannominato il manager statunitense Don King, è il pugile con il maggior numero di incontri disputati in tutte le categorie e sigle dilettantistiche della boxe. Dopo due medaglie d’argento alle Olimpiadi di Londra e Pechino, un ruolo cinematografico nel film “Tatanka” tratto dal racconto di Roberto Saviano e svariate partecipazioni a programmi tv come “La Talpa”, “Ballando con le stelle” e “Mistero”, oggi è uno dei protagonisti del Grande Fratello Vip. Tra un impegno televisivo e l’altro, Clemente trova però sempre il tempo di dedicarsi alla sua numerosa famiglia e al suo primo amore, lo sport. 

Come riesci a conciliare la tua attività sportiva con quella televisiva?
Faccio grandi sacrifici soprattutto perché mi tocca togliere del tempo alla mia famiglia, mia moglie Laura e le tre bambine.
Viaggi molto?
Viaggio tantissimo e cerco di organizzare al meglio il mio tempo tra allenamenti e apparizioni televisive. Per adesso ci sto riuscendo bene. Tengo a sottolineare comunque che la mia priorità è solo il pugilato. 
Sei scaramantico?
Vi sembrerà strano visto che sono napoletano ma non sono scaramantico.
La città in cui sei nato è definita la terra dei pugili: è vero che hai iniziato a praticare questo sport perché volevi dimagrire?  
Sì, è vero. Ero cicciottello e mio padre dopo una breve parentesi in bicicletta, ha deciso di mandarmi a scuola di pugilato, alla “Excelsior Boxe” di Marcianise del maestro Brillantino perché era gratuita.
Ma sei vanitoso? Passi molto tempo a curare il tuo corpo?
Non sono vanitoso ma tengo molto al mio “faccino” perché è attraverso quello che esprimo le mie emozioni in tv o al cinema e siccome mi piacerebbe fare altre cose televisive in futuro, sto molto attento durante i combattimenti. Fortunatamente il mio stile di combattimento, rapido e sulla difensiva, fino ad oggi mi ha tutelato.
Molti ti definiscono un sex symbol. Hai mai pensato di fare il modello?
No, mai. Non mi piace la passerella.
Tua moglie Laura Maddaloni è una ex campionessa di judo quindi condividete la passione per lo sport…
Sì e proprio grazie a questa passione comune per lo sport, mia moglie riesce a sostenermi al meglio e a darmi continue motivazioni per andare avanti e affrontare tutte le ansie e le difficoltà.
Come vi siete conosciuti?
Uno splendido colpo di fulmine ai Giochi del Mediterraneo di Almeria in Spagna. Lei difendeva i colori azzurri con il judo e io come pugile.
La vittoria più bella sia nello sport che nella vita privata?
Nello sport le mie medaglie d’argento olimpiche e i due ori mondiali. Nella vita privata, l’essere diventato tre volte papà in rosa, di Rosy e delle due gemelline, Jane e Janet.
Tra i tuoi progetti c’è stata anche l’apertura, due anni fa, di una nuova palestra a Caserta, il Tatanka club.
Non è una semplice struttura dedicata allo sport ma un centro di sport e cultura declinati all’insegna della socializzazione e del benessere.
Immagini un futuro sportivo anche per le tue figlie?
Sicuramente le educherò anche attraverso lo sport. Poco importa quale disciplina decideranno di praticare. 
(Intervista realizzata per il settimanale Visto)




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